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teatro
16 novembre 2008
PonTeatro - numero 7 Novembre 2008

PonTeatro
          rivista teatrale mensile curata dall'Associazione Teatrale Pontefolle



Direttore: Danilo Chiarello


Numero 7
Novembre 2008
Indice







Editoriale - Danilo Chiarello

Diario di bordo - Ivo Pisapia

Under Construction

Inserto spot promozionale - Daniele Starnoni

Voci di corridoio - Ufficio Stampa Roma3Lab

The atro - capitolo ottavo - Francesco Picciotti

Un ponte con Bologna - L'inferno per le vie di Modena - Gloria Taloni

L'arpa in cantina - Marco Ceccotti & Ivo Pisapia

La frase del mese

La posta di Ponteatro


Copertina di Danilo Chiarello su foto di Luca Ruffino

Prossimo numero speciale 1 dicembre

E’ vietata la riproduzione anche parziale di testi, grafica, immagini realizzati dalla redazione di Ponteatro, secondo l'articolo 2575 della Legge sul Diritto d'autore se non previa autorizzazione.





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teatro
16 novembre 2008
EDITORIALE

Nessun autore antico ha mai pensato che l' "originalità” si identificasse con la creazione di nuove tematiche e di nuovi generi letterari. E’ nella lingua e quindi nella forma che, per gli autori latini arcaici, consiste l’originalità della propria opera. Il criterio romantico dell’immediatezza non ha alcun peso nel mondo romano, in cui un’opera letteraria è frutto di una lunga ed attenta elaborazione. Il testo romano muove sempre da uno o più modelli; da essi trae il materiale che rielabora più o meno liberamente: nella sua piena libertà di contaminazione, rielaborazione, variazione delle fonti, oltre che nell’aggiunta di motivi nuovi e nell’uso accorto del mezzo stilistico consiste, in definitiva, la sua “originalità”: il criterio dell’originalità proprio del nostro modo di pensare non costituisce affatto una preoccupazione per il letterato romano, per cui vale, invece, il canone dell’imitazione. Il teatro contemporaneo oggi si batte frequentemente alla ricerca di qualcosa che non esiste, del "necessariamente nuovo" ingannandosi proponendo forme estetiche che per non raccontare storie già raccontate, sono prive di contenuti. L'arte è fatta di azione non di contemplazione, nell'agire ci mettiamo in gioco rischiando tutto, la ricerca è nella qualità, nella massima qualità. Per questo nasce sempre qualcosa di nuovo, perché tutto cambia ogni momento, ciò che mi sembrava perfetto prima adesso è già superato, l'originalità è solo una conseguenza della qualità.

Questo numero di PonTeatro parla principalmente dell'ultima fase di un progetto laboratoriale sul teatro. La fase ultima è naturalmente lo spettacolo. L'Ass.Teatrale Pontefolle, con il patrocinio del XII Municipio di Roma e il sostegno di Laziodisu, Mondoteatro, Progetto Cicero porterà in scena "Drei LIter!" un lavoro originale che narra una storia come tante prendendola come pretesto per parlare di teatro. Per voi che ci avete seguito e che continuate a seguirci l'invito è doveroso.

Si va in scena!

Danilo Chiarello 


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teatro
16 novembre 2008
DIARIO DI BORDO

Diario(fuori)di bordo#7

Di Ivo Pisapia(ditantointanto)

 

Ieri mi sono sentito disperso,isolato,frammentato.

Unico pezzo di coscienza abbandonato e dimenticato,perso nel buio/oblio tra la luce di altri che passavano lontano da me,senza possibilità di fermare,di essere nessuno.

Vagare senza possibilità di legami,parole,emozioni da dare e ricevere.Sapere di avere dentro universi di emozioni da condividere,da far uscire esplodere fuori,verso un mondo indifferente,e non poterlo fare,come amare una persona e non poterlo dire,come amare un’uomo,una donna e non riuscire a dirglielo,non riuscire a farsi vedere,rimanere invisibile,muto,inosservato.

Credevo fosse una situazione mia,invece è

teatro…

Teatro è agire/fluire di sensazioni/emozioni/vibrazioni

vive e dimenticate oggi,teatro è xformance,presenza viva in questa società a-culturale di finzioni televisive,fatta di mondi/idoli/personaggi da sognare e raggiungere a tutti i costi,finzioni/feticci consumistici da copiare/sognare/imitare a occhichiusi…

che non riescono più a vedere il vero contatto emotivo,la capacità vera di spettacolo con attori veri,biologiche presenze da poter toccare/sentire davanti a noi,azione xformance nel suo reale svolgersi,vera nelle parole/espressioni/respiri che diventano con noi vento emozionale:

Teatro… 

Come Pontefollepresenza...

 

A bordo(con noi)

 

Ancora la conoscenza,la scoperta dei personaggi che sono lo spettacolo “Drei Liter!”del gruppo teatrale Pontefolle.Il vero artefice di tutto,Deus ex-machina e segreto conduttore del villaggio è…

Un pazzo.

Yankele,un pazzo che ha le chiavi della verità e conoscenza,un pazzo che potrebbe salvare tutto il villaggio,come succede spesso nella realtà...

Ma qual è la sua vera storia?  qual’è il motivo della sua pazzia?un’investitore in borsa? uno del servizio civile allo stadio?un ricercatore medico italiano? un’astemio all’oktober fest?

Purtroppo è Gossip da non divulgare,neanche Ceccotti&Chiarello,padri spirituali di Yankele(lui ha preso tanto da loro :)hanno voluto rivelarlo,ma io continuerò il mio pettegolo/pressing per saperlo e raccontarlo a voi,nel frattempo vi invito a dare attenzione allo spettacolo dei Pontefolle,“Drei Liter!”prossimamente al Teatro e a tutti i magici personaggi,ognuno con il suo diverso apporto di arte/sogni/visioni,che stanno lavorando per ricomporre in modo poetico e colorato,onirico e divertente la realtà della pontefolleteatrale messa-in-scena.

x/prox/post abbiamo incontrato Silvia,una delle mad_cut sister-(s)costumiste/fashion designers(myspace.com/mad_cut)che stanno vestendo il prossimo spettacolo del pontefollecrew…”Drei Liter!”

Ivo Pisapia
spettacoli
16 novembre 2008
UNDER CONSTRUCTION...



“Drei Liter!”, liberamente ispirato a Train de Vie di Radu Mihaileanu, parla del teatro. Di quanto forte, delicato e vitale sia l’equilibrio che si cerca, e talvolta si crea sulle tavole di un palcoscenico. Parla di come sia possibile, attraverso la finzione, intervenire sulla realtà e di quanto poco basti alla realtà per distruggere la finzione. Finzione e realtà convivono in un rapporto simbiotico che le rende dipendenti l’una dall’altra ma né una né l’altra accettano naturalmente questa convivenza. Gli ebrei di uno shtetl, mentre I nazisti attuano il loro lucido piano di omicidio di massa, utilizzano un travestimento, fanno teatro, per salvarsi da una realtà che li sovrasta; la realtà si insinuerà nella loro finzione e un nuovo piano di finzione si insinuerà in quella realtà per poi essere distrutto, a sua volta, da una nuova realtà.

La libertà sta nel mezzo, tra le due costrizioni estreme che tirano la fune della verità senza riuscire a strapparla. La messinscena, forte di questa consapevolezza cerca di ibridare I due piani nella recitazione, nella scenografia, nei costumi, nelle luci. I pupazzi in gommapiuma utilizzati in alcuni momenti, attraverso una tecnica originale, sono figli di questa consapevolezza  e ne sono la forma più tangibile.

I Pontefolle cercano, attraverso questa storia così ricca di significati, di sperimentare senza sconfinare nel non-figurato, di cercare nuove strade senza rifiutare un piano di comunicazione chiara e di espressione coerente. Immodestamente, forse, un teatro di sperimentazione popolare, un teatro di ricerca che vuole porgere nuovamente la mano al pubblico, farlo sentire parte attiva nel non facile lavoro di chi guarda per vedere, di chi ascolta per capire.                                          

Francesco Picciotti


"DREI LITER!" e' patrocinato dall'Assessorato alle Politiche culturali del XI Municipio di Roma. Giovedì 27 novembre alle ore 11.00 presso la sala del consiglio del Municipio si terrà una conferenza stampa dell'evento riservata agli organi di informazione.
Il programma della conferenza è in via di definizione.
Per ulteriori info uffstampa.roma3lab@gmail.com

16 novembre 2008
SPOT PROMOZIONALE
VIDEO PROMOZIONALE REALIZZATO DA DANIELE STARNONI






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teatro
16 novembre 2008
VOCI DI CORRIDOIO

ESPERIMENTO TEATRALE A ROMA TRE

Gli studenti della Terza Università di Roma riuniti in un grande progetto

 

Roma, 20 ottobre 2008. L'iniziativa “Roma3lab”, patrocinata dal Municipio XI di Roma e promossa da Laziodisu, Mondoteatro, Progetto Cicero, Universytv e Associazione Teatrale Pontefolle, vede coinvolti giovani di alcune facoltà della Terza Università di Roma con lo scopo di dar vita ad una rete di scambi artistici, culturali, promuovendo l’ attività teatrale. L'Associazione Teatrale Pontefolle ha coinvolto gli studenti di Architettura nell'allestimento della scenografia, del Dams per quanto riguarda il settore artistico e organizzativo e di Lettere e Filosofia per la promozione e ufficio stampa. Inoltre, neodiplomate dell'Accademia di Costume e Moda collaboreranno nella creazione dei costumi.

 

Gli studenti metteranno in scena “Drei Liter". L'opera, vincitrice del bando 2008 per le iniziative culturali indetto da Laziodisu, racconta come gli abitanti di un villaggio iddish riescano ad affrontare con ironia ed umorismo la disperazione ed il terrore della deportazione nei campi di concentramento, temi già affrontati nei celebri film Train de vie, La vita è bella, Essere o non essere e The Producers.

 

Lo spettacolo verrà messo in scena presso l’ Aula Columbus in Via delle Sette Chiese 101/ c in Roma, secondo il seguente programma:

 

3 dicembre per tecnici e stampa (su invito)


4, 5 e 6 dicembre ore 21.00: serate aperte al pubblico.

 

Per informazioni: uffstampa.roma3lab@gmail.com

 

 


Foto di Luca Ruffino











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teatro
16 novembre 2008
THE ATRO

ATTENZIONE: parti di questo capitolo di The Atro potrebbero essere non ironiche, per venire incontro alle capacità mentali dei destinatari ultimi di questo capitolo di The Atro.

 

The Atro. Capitolo otto.

 

Ora basta. Ci siamo veramente rotti le palle. Del teatro non frega più nulla a nessuno. Lo vogliono tutti rivoluzionare, bistrattare, scardinare, risvoltare, rifiutare. Non è rimasto nessuno a cui piaccia il teatro? A cui piaccia il teatro vivo, per la precisione. ?.

 

Da una parte vecchiume e vecchi a cui non piace il teatro, ma l’immagine residua di quel teatro che hanno contribuito a creare e che è fermo da quando hanno deciso che era giusto così. Non possiamo chiedergli chissà quale sforzo, poveretti, il loro contributo l’hanno dato, grazie a loro il piccolo passo in avanti è stato fatto; ora sono stanchi, vogliono giustamente crogiolarsi sui loro palcoscenici e non possiamo non lasciarglielo fare.

 

Poi, da una parte c’è il teatro televisivo, e non mi va neanche di parlarne.

 

Dall’altra parte c’è il peggio del peggio. Frustrati artisto-intelletualoidi che, per motivi che sfuggono, decidono di possedere la verità e l’unica via da percorrere per la salvezza del teatro e considerano ogni cosa diversa da loro pura e semplice feccia. Idioti (non idiotisti) che considerano il pubblico un peso per le loro pretestuose escursioni pindariche, tanto lontane dal pubblico quanto presuntuose e inutili, senza sbocchi, senza futuro. Possedessero almeno del senso dello humor, questi nuovi geniastri, la loro sperimentazione avrebbe un senso, invece non ne hanno, ostentano mancanza di umorismo, o, peggio ancora, spostano anche l’umorismo su un piano solo loro riuscendo nel loro ultimo intento: far sentire dei deficienti tutti coloro che non ridono quando loro ritengono si debba ridere. Nelle mani di questi individui è affidato il futuro dell’arte scenica, da istituzioni e corporazioni facilmente impressionabili.

A che serve questo teatro? Cosa comunica? A chi? Come? Un teatro che rinuncia alla comunicazione, non dico bidirezionale, ma anche alla semplice comunicazione, non è teatro. A che pro rinunciare ad una narrazione? Utilizzare tutti i magnifici effetti scenici che oggi è possibile portare davanti ad un pubblico per raccontare una storia sminuisce forse i suddetti effetti? Li rende forse meno nobili? Cosa vi hanno fatto le storie, per meritare questo?

 

Ugualmente diviso è il pubblico: i vecchi da una parte, gli imbecilli da un’altra, i fighetti da un’altra ancora.

 

In mezzo.

Cosa c’è in mezzo? Il nulla o quasi. Presenze artistiche di valore snobbate dai fighetti perchè non abbastanza strane (per essere strane), incomprese dagli imbecilli, ignorate dai vecchi.

 

Io non possiedo la verità. Ma ho il coraggio di dirlo; ho il coraggio di portarla in scena, la mia ignoranza, ho il coraggio di scherzarci, sul serio. Io non possiedo alcuna verità ma non mi maschero dietro solide facciate, vuote. Parliamone.


Francesco Picciotti




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teatro
16 novembre 2008
UN PONTE CON BOLOGNA (E DINTORNI!)

L' Inferno per le Vie di Modena. Missione: figurante.

Romeo Castellucci e la sua Socìetas in scena al teatro comunale

 

 Vie è il festival della scena contemporanea che si svolge tra Modena, Carpi e Vignola e che ogni anno accoglie artisti italiani e non (Alain Platel, Motus, Peter Brook, Fanny & Alexander, Wolf Ka, Compagnia Abbondanza/Bertoni, Teatro Valdoca, Teatro delle Albe, giusto per citarne alcuni).

In questa occasione la Socìetas Raffaello Sanzio ha mostrato all'Italia per la prima volta, dopo il successo d' Avignone, il suo ultimo lavoro, Inferno, liberamente ispirato all'opera di Dante Alighieri.

 

Una folla di attori invade la scena, sono i dannati che, lontani da sentirsi una comunità, lottano nella solitudine di una condizione che nello smarrimento vede la chiave del proprio agire. Un buio profondo invade la platea creando un disorientamento che è lo stesso che atterrisce e paralizza anche Dante costretto così a doversi perdere nel buio. Virgilio infatti lo spinge ad entrare maggiormente nelle tenebre. Il terrore invade Dante, artista e artefice dell'opera, assalito dai fantasmi della poesia che lo vorrebbero azzannare come bestie. In questa stanza nera dove non si vede nulla, si può immaginare di tutto: oscurità, confusione e crisi rappresentano la condizione dell'artista nelle prime fasi della creazione, un disorientamento che in Dante rappresenta una crisi spirituale profonda, ma che potrebbe rappresentare la condizione dell'arte tout court. Un Inferno, quello di Castellucci, dove la gente e le reazioni umane che ne scaturiscono vivono nella nostalgia per la vita

 

Questo ciò che si legge nella presentazione allo spettacolo.

Chi scrive, in questa sede, non ha vissuto questa esperienza da spettatrice, bensì da “dannata”, o meglio da figurante facente parte della folla di (non) attori. 

La parola ATTORE è impropria in questo caso. Nella dimensione scenica del regista Castellucci l'attore non è corpo e mente, sangue e carne, bensì IMMAGINE. Il corpo dell'attore è parte dell'immagine offerta in scena, ma come traccia, disegno, svuotato della sua interiorità e psiche. La ricerca di Castellucci apre quindi le porte ad una nuova concezione del corpo e a nuovi orizzonti percettivi. Il suo lavoro è indirizzato a colpire lo spettatore, ad imprimere un segno nel suo occhio, nel suo cervello, a co-muovere i suoi sensi.

Coreografie lente ideate da Cindy Van Acker, effetti speciali (spicca fra tutti l' “uomo catapulta”),  cani e cavalli in scena, un grande cubo che contiene bambini che giocano, una vera pelle di lupo che    gli “attori” si passano, un grande muro su cui si proiettano immagini che fa da sfondo. Tanti (e costosi) gli elementi che concorrono nelle mani del regista per costruire la scena che, coadiuvata dalla musica  composta per l'occasione da Scott Gibbons, impressiona lo spettatore, lo colpisce nel profondo dei suoi sensi.

Creazione particolare, interessante, ma che appiattisce la dimensione umana e non rende possibile relazioni interpersonali, neanche dietro le quinte.

L'Inferno di Castellucci è il suo Inferno personale, sua creazione, sua immaginazione che non ammette incursioni, che lascia il segno, ma non ne vuole ricevere. È un processo univoco che parte dalla scena e arriva ai sensi dello spettatore e dell' “attore”, senza coglierne il ritorno.

E' una scena sicuramente interessante e degna di ulteriori ricerche e sperimentazioni, ma non possiamo di certo definirla Teatro se lo s'intende come luogo di scambi e relazioni tra uomini, di comunicazione tra chi è dietro le quinte, chi è sul palco e chi è in platea.

 

Gloria Taloni


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teatro
16 novembre 2008
L'ARPA IN CANTINA - L'ERRORE NON VOLUTO MA PIACEVOLE
DIARPA DI BORDO

I personaggi(che fanno)Pontefolle:

Marco/Billy Ceccotti,ovvero:

fame mai saziata al primo morso per il teatro…

Mi avvicino con un certo timore a uno dei personaggi più importanti,di spicco dei pontefolleteatranti,attore xformer presenza sul palco o-scena,scrive,inventa,interagisce,fonda crea ironizza agisce e agita pupazzi brechtiani dai grandi occhi,sgranati,stupiti dal climax surreale/demenziale/teatrale del suo agire…intimorito mi preparo per l’intevista,un po’ per il gap culturale e artistico un po’ perché si dice qualcosa di lui in paese...io non credo alle apparenze,come non credo che un occhio shining/luccicante,un selvaggio nel sorriso di denti affilati come zanne e irsutismo possano determinare i pensieri e la personalità di un uomo…si dice qualcosa di luna e trasformazioni…con un inatteso/imprevisto brivido lungo la colonna vertebrale inizio a domandare all’uomo…

Nome?

Marco,Billy Ceccotti per gli amici…(sorride sgranando denti un po’ lunghi,selvaggiamente brillanti,vede il mio sguardo disorientato) ma tu puoi chiamarmi Marco.

Cosa fai nella vita?

Dams,ma non è un’accademia(mi dice convinto,certo,non è neanche un master,un ponte,un fiume un urogallo)

 

Cosa ti porta a teatro?

Non sapevo fare nient’altro,per nessuna altra cosa la gente mi diceva bravo(da piccolo mi dicono al paese aveva una innata confidenza con i lupi…)

Non farei nient’altro per nient’altro,vuoi sapere altro?

Che rapporto hai con il cinema?

Un buon rapporto.Però la maggior parte dei cinema sono diventati Bingo,allora tanto vale andare al tabaccaio,però le sale sono più interattive e al bingo preferisco il bongo,mi piacciono molto i braccioli dove c’è quel buco e ci metti i pop-corn,il gelato ,la pizza le patatine.Il cinema mi piace comico,ma seriamente,con educazione.

Cosa ti piace del teatro?

E’una bella domanda…(i suoi occhi brillano intensamente,alla luce che riflette i denti molto affilati,che si scoprono mentre un rivolo di bava comincia a declamare,lirico sul suo viso,deviando il suo percorso tra un pelo e un altro…sta pensando alle donne,lo intuisco mentre sulla nuca vedo rizzarsi i peli,poi riprende a parlare ispido/ispirato,mentre il rivolo di bava tristemente scende giù)una bella domanda,perché nel limite posso fare ciò che mi piace fare,al limite,mi piace fare di superare i limiti,ma con educazione,con sentimento.

Cosa ti piace del cinema?

Daniele(il regista del pontefollespot)poi soprattutto i dvd, di più dei vhs,molto quelli che mi prestano.Scusa un attimo(si allontana sale sul palco e con campanellino/Maura si produce in una divertente surreale comica scena con tanto di pupazzi/brechtiani convertiti al “Drei Liter!”spettacolo che interagiscono tra loro!!!)…

La prima volta che sei andato a teatro?

Era alle medie,a scuola,ci hanno portati a vedere il teatro,Liolà(gli hanno detto lì o là,e non trovandolo inizia così il suo vagabondare,mentre mentendo mi dice)mi è piaciuta molto la recitazione.Da lì(o là)è iniziato il suo amore,la sua passione la sua fame mai saziata al primo morso per il teatro,scartato nella selezione per la compagnia delle medie,aveva portato un pezzo chiamato “un uomo che cammina su una corda”aiutandosi con una coda folta e lupesca,poi il preside lo prende in aperta antipatia(ma non dice di averlo morso alla giugulare)e gli nega i soldi per una sua rappresentazione teatrale dicendogli che lo spettacolo costava troppo:”L’opera di tre soldi”(sconsolato Marco mette in scena l’ultimo atto nella sua scuola prima di essere espulso:ulula per tre ore di fila,il ricordo lo commuove,gli occhi si inumidiscono paurosamente,sento che sta per ululare,io mi ritraggo,ma poi lui per fortuna tossisce,sputandomi addosso)


Preferisci la qualità di un bel film in prima visione al cinema con effetTo surround oppure a casa un dvd con amica in dolby stereo?

Preferisco il calore dell’amica,anche per il ridoppiaggio.

Ma se Marco/Billy Ceccotti deve sedurre oggi cosa fa?

(Vedo un suo dente zannuto scoprirsi in un ghigno,sono finite le prove dello spettacolo e comincia a cambiarsi,ma l’argomento donne provoca in lui il rizzarsi di peli sulla nuca,che si affretta a coprire con un nero black leather racket)Gli presento “Drei Liter!”e Danilo Chiarello(mi dice gnignando)…

Ma tutto quello che non so delle donne lo puoi scrivere su un francobollo…dopo averlo leccato!

Non si gira neanche e va via,mi sembra di vederlo cambiare e ingrandire mentre si allontana,ma poi ripenso alle sue parole,alla sua sensibilità,alla sua fame artistica,e capisco che spesso alla gente del teatro piace condire il tutto di leggende,specie se incontra personaggi un po’ fuori dalle righe,per il loro talento eccentrico e folle e bizzarro…

Guardo un’ultima volta il teatro,gli attori,le prove,poi vado via,sento ululare in lontananza…

Marco Ceccotti & Ivo Pisapia






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teatro
16 novembre 2008
FRASE DEL MESE


"Se Hitler fosse vivo e vedesse tutti i programmi tv cupi e noiosi sulla Shoah e sentisse tutti i pianti e i lamenti degli ebrei sarebbe felice. L'unica cosa con la quale possiamo umiliare i gerarchi nazisti, che sono ancora vivi in Sudamerica, e farli imbestialire, è mostrar loro che siamo vivi, che non ci hanno distrutti, che il nostro umorismo non è stato cancellato dalle loro barbarie."







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teatro
16 novembre 2008
LA POSTA DI PONTEATRO

Questo mese abbiamo scelto di sottolineare il discorso di Gabriele Lavia riportato in questo articolo de "Il Velino", speranzosi che un giorno in Italia si possa tornare a far cultura.

Associazione Teatrale Pontefolle



“Ci salvi lei signor presidente che ha potere, ci dia i soldi, qui, sa, siamo alla frutta...”, l’appello di Gabriele Lavia nel salone dei Corazzieri del Quirinale in occasione della cerimonia dei Premi Vittorio De Sica e Eti - Gli Olimpici del Teatro non è caduto inascoltato. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, si è fatto mediatore tra il mondo dello spettacolo gravato dai tagli al Fus contemplati nella Finanziaria e il governo, presenti, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e il ministro per i Beni culturali Sandro Bondi. “Si sovrappongono questioni antiche e nuove. È antica quella della crisi della finanza pubblica per il peso del debito accumulato e di tanto in tanto alleggerito e scalfito, ma divenuto ormai insostenibile. Una questione che nessuno, in nessun campo, può ignorare. Nessuno può evitare di farsene carico. Nuova è la crisi economica mondiale che ha ricadute sia sull’economia europea sia sui nostri conti pubblici con conseguenze che appaiono e sempre più appariranno gravi ed evidenti. Nascono da qui le difficoltà di dare risposte soddisfacenti ai bisogni del teatro, del cinema, dello spettacolo e delle attività culturali in generale. Ho rispetto – ha osservato - per chi ha responsabilità di governo nella situazione attuale e per chi deve affrontare in Parlamento problemi che richiedono una assunzione di responsabilità sia della maggioranza sia dell’opposizione. Bisogna confrontarsi nel merito – ha sottolineato il presidente - sulle conseguenze che può avere ogni decisione restrittiva, specie quando si tratti di un campo, quello della valorizzazione tenace delle risorse culturali e artistiche, che non sopporta soluzioni di continuità o cadute di attenzione”.

Da "Il Velino"



"SUPERGA CINEMAGAZINE"

www.supergacinema.it è un settimanale online di informazione e approfondimento cinematografico, estensione multimediale dell´omonima rivista Superga Off Cine.





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teatro
11 novembre 2008
RESTYLING


PONTEATRO E' IN FASE DI CAMBIAMENTO. CI SCUSIAMO PER GLI ERRORI DI VISUALIZZAZIONE E PER I RITARDI.
Associazione Teatrale Pontefolle


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